Da tabù a best-seller: l’evoluzione del romance queer
Giugno sta giungendo al termine. Un mese che oggi è sinonimo di parate, colori e bandiere che sventolano fiere nelle piazze di tutto il mondo. Ma prima di trasformarsi nel mese del Pride per eccellenza, l’orgoglio è stato, ed è ancora, una rivolta. I moti di Stonewall del 1969 a New York hanno cambiato le regole del gioco per sempre, trasformando la rabbia, l’emarginazione e l’isolamento di un’intera comunità in una richiesta inarrestabile di visibilità, uguaglianza e diritti.
Ora che i riflettori di questo mese dedicato all’orgoglio stanno per abbassarsi, è il momento perfetto per fare un bilancio. Per chi ama i libri, la storia dei diritti sociali passa anche – e soprattutto – attraverso le pagine che leggiamo e le storie in cui scegliamo di rifugiarci. E l’evoluzione del romance queer, se guardata da vicino, non è soltanto un fenomeno editoriale passeggero: è, a tutti gli effetti, una rivoluzione culturale profonda e inarrestabile.
Che cos’è l’evoluzione del romance queer?
L’evoluzione del romance queer è quel decisivo e faticoso passaggio culturale e editoriale che ha portato le storie LGBTQ+ dall’essere un prodotto di nicchia (spesso relegato agli angoli più bui delle librerie, o persino considerato un vero e proprio tabù da cui tenersi a distanza) a diventare un best-seller globale.
Non parliamo solo di una questione di vendite, ma di un cambiamento radicale di paradigma: la normalizzazione dell’amore in tutte le sue infinite sfumature. Oggi queste narrazioni dominano le classifiche mondiali e le vetrine principali, sdoganando l’idea universale che chiunque possa e debba essere protagonista indiscusso della propria storia d’amore.
Il retaggio del passato: la sofferenza come “pedaggio”
Fino a non molto tempo fa, la narrativa non di genere (quella spesso definita “mainstream” o “alta letteratura”) imponeva una regola non scritta tanto diffusa quanto crudele. I personaggi queer potevano esistere sulla pagina, certo, ma a patto di pagare un prezzo altissimo per la loro identità.
Erano quasi sempre figure isolate, tormentate, usate come macchiette o vittime di quello che la critica letteraria anglosassone ha ribattezzato come l’odioso trope del “Bury Your Gays” (seppellisci i tuoi gay).
Che cos’è il trope “Bury Your Gays”?
Il trope “Bury Your Gays” è una convenzione narrativa, purtroppo molto comune nel passato, in cui i personaggi queer venivano sistematicamente fatti morire, condannati a malattie incurabili o a percorsi di vita dolorosamente incompiuti. Spesso, questi personaggi venivano sacrificati solo per far avanzare la trama di un protagonista eterosessuale, negando loro qualsiasi possibilità di redenzione o serenità.
Come avevamo già approfondito nel nostro editoriale di maggio, sembrava che la sofferenza e la punizione sociale fossero il “pedaggio” obbligatorio per ottenere il diritto di essere raccontati. La felicità, insomma, non era un diritto acquisito, ma un’eccezione rarissima; un privilegio concesso col contagocce da un’editoria che preferiva il dramma e il trauma all’inclusione serena.
La rottura delle regole e la conquista degli spazi
Poi, fortunatamente, qualcosa si è rotto. O, per meglio dire, una nuova generazione di autrici, autori e lettori ha deciso di prendere quelle vecchie regole polverose e farle a pezzi (finalmente!).
Il mercato editoriale ha dovuto aprire gli occhi e ha iniziato a pretendere storie diverse, travolto da un’onda spinta in gran parte da tre forze fondamentali:
- L’ascesa inarrestabile del self-publishing, che ha aggirato i rigidi filtri e i pregiudizi dell’editoria tradizionale, dando voce e spazio a chi prima veniva sistematicamente ignorato.
- Il passaparola viscerale e instancabile delle lettrici e dei lettori, che attraverso i social network e le attivissime community (si pensi all’esplosione di BookTok) hanno creato dei veri e propri spazi sicuri e dettato le nuove tendenze.
- Autrici e autori coraggiosi, che si rifiutavano categoricamente di piegarsi allo status quo della tragedia obbligatoria.
Il romance, che per sua stessa natura e promessa fondante si basa sull’incrollabile patto di fedeltà del Lieto Fine (il sacro Happily Ever After), ha spalancato le sue porte alle storie queer, offrendo loro una casa sicura. Oggi, queste narrazioni sono passate dall’essere un prodotto di nicchia a corazzate dell’intrattenimento. Basti pensare a quanti titoli queer, nati come successi letterari d’oltreoceano, si siano poi trasformati in acclamate trasposizioni televisive, dimostrando a chiunque che l’amore LGBTQ+ non è un prodotto per pochi, ma una storia che appassiona ed esige le luci della ribalta.
L’atto di ribellione più potente: la Gioia
In un mondo che storicamente ha cercato di ostacolare, nascondere o negare la serenità alle persone LGBTQ+, scrivere e leggere romanzi in cui due uomini, due donne o persone non binarie si innamorano, superano gli ostacoli, affrontano i propri conflitti e, soprattutto, vincono ottenendo il loro “… e vissero felici e contenti” è diventato l’atto di ribellione più dolce e potente di tutti. La gioia queer, a conti fatti, è una meravigliosa forma di resistenza.
Il romance ha preso un vecchio retaggio di dolore e lo ha spazzato via definitivamente, dicendo a chiare lettere, pagina dopo pagina: “Tutti meritano di essere amati. Tutti meritano il loro lieto fine, senza sconti, senza scuse e senza alcun pedaggio da pagare.”
Oltre il Pride Month: esplora il nostro Catalogo Rainbow
In questo mese appena trascorso, in Triskell Edizioni abbiamo celebrato e raccontato questo incredibile viaggio narrativo. Ma la verità in cui crediamo fermamente è che l’orgoglio, l’amore e il diritto a esistere felici non hanno una data di scadenza fissata al 30 giugno.
Anche se il mese del Pride sta per concludersi, il nostro invito è quello di non rimettere le bandiere nel cassetto, ma di continuare a esplorare il nostro Catalogo Rainbow tutto l’anno. Se è vero che amare non ha una declinazione di genere, il poter leggere alla luce del sole una storia queer in cui perdersi, emozionarsi e chiudere il libro con un sorriso grazie a un meritatissimo Happy Ending, è una conquista bellissima da festeggiare ogni singolo giorno.
Buone letture, buon Pride (oggi e sempre) e… continuate a seguirci tra le pagine del nostro catalogo!
Articolo a cura di Stella